Cultura digitale – Io, Claude Monet
14 febbraio 2017 – 15 febbraio 2017
Io, Claude Monet – è il docu-film di Phil Grabsky che arriva al cinema solo il 14 e 15 febbraio nell’ambito della stagione della Grande Arte al Cinema di Nexo Digital.
Grazie alle tremila lettere di Claude Monet prende vita questo interessante film che ci rivela la tumltuosa vita interiore del pittore. Lo spettatore potrà conoscere la vita emotiva e creativa del pittore attraverso più di cento dipinti filmati in alta definizione. Soleil levant, esposto nell’aprile del 1874 nello studio del fotografo Nadar, fece parlare il critico Louis Leroy della prima “esposizione degli impressionisti”, dando involontariamente vita al termine che avrebbe segnato buona parte della storia dell’arte europea di fine Ottocento.
Claude Monet – testimonianze scritte
Le testimonianze sono state riportate alla vita dall’acclamato attore britannico Henry Goodman. Le lettere di Monet mostrano inoltre la disperazione, i momenti di oscura depressione e anche il tentativo di suicidio, i problemi di salute, i lutti e le complesse relazioni con Camille Doncieux e Alice Hoschedé, prima e seconda moglie dell’artista. “Sono assolutamente disgustato e demoralizzato dall’esistenza che sto conducendo da così tanto tempo… Ogni giorno porta con sé nuovi affanni e nuove difficoltà, da cui non riuscirò a liberarmi“, scrive Monet al medico George de Bellio sul finire degli anni ’70 dell’Ottocento.
Padre dell’Impressionismo
Ma in egual misura la corrispondenza di Monet celebra le gioie della pittura e del mondo naturale. Siamo nella “Mecca dell’Impressionismo”, in cui Monet dipingeva sotto il sole e sotto la pioggia per studiare tutte le infinite sfumature della luce.
Il film ripercorre i luoghi in cui Monet dipinse e scrisse le sue lettere. Iniziando da Honfleur a Étretat, da Parigi a Venezia, da Londra a Le Havre e dà inoltre spazio alla corrispondenza poco nota coi colleghi impressionisti Bazille, Manet e Pissarro e agli accesi scambi di opinione col mercante Paul Durand-Ruel, mostrando il rapporto spesso conflittuale di Monet con il mondo dell’arte.
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